18 giugno 2006

Recensione a cura di Marco Denti "Live at Barbarossa", Melegnano

http://www.rootshighway.it/concerti/live.htm

 

Intervista a Maurizio Glielmo a cura di Rosario Pipolo sul sito internet MILANO DA BERE.

http://www.milanodabere.it/articolo_828/maurizio_glielmo.html

MUSICA&DISCHI (Dicembre 1999)
GNOLA BLUES BAND - Walking Through The Shadows Of The Blues
di Gianni Del Savio

Due prodotti blues italiani che dimostrano come il genere sia stato ben assimilato anche dai nostri musicisti e che in Europa non sia più terreno esclusivo degli inglesi. Maurizio "Gnola" Glielmo (canto, chitarra, dobro) da anni è uno dei più apprezzati interpreti e chitarristi (soprattutto nelo stile slide, in grande evidenza in Muddy, Slide Tribute, dedicato a Muddy Waters). Con la sua band - Tix Cimaschi (basso), Roger Mugnaini (piano e Hammond), Francesco Pelizzari (batteria e percussioni) - propone un blues ispirato e energetico. [...]

JAM (Novembre 1999)
GNOLA BLUES BAND - Walking Through The Shadows Of The Blues
di Roberto Caselli

Tra un concerto e l'altro Maurizio Glielmo (Gnola) riesce a mettere su disco quattordici nuove tracks, una serie di blues elettrici da lui stesso scritti, spesso in collaborazione con Gianni Rava. Sono pezzi in realtà già abbondantemente testati in concerto, che prevedono come al solito una solida sezione ritmica che fa da tappeto alle escursioni solistiche di Gnola che a sua volta si dimostra sempre più sicuro a sciogliere la sua chitarra per ricavare nuove forme, Particolarmente efficace appare quando invece di cercare l'assolo ad effetto riesce a tenere il suono caldo e sotto controllo: è il caso della titletrack, uno dei pezzi più indovinati dell'intero disco, e di Foreigner Blues in cui centellina la slide guitar prima di dare luogo al libero fluire del pezzo. Gnola ama lo stile slide e lo inserisce spesso nei suoi blues squarciando con una sventagliata quelle atmosfere soffuse ben preparate dal piano (bello a questo proposito Muddy, Slide Tribute). Ma altrettanto belli sono i pezzi lenti che mettono in luce una voce abile a scandire i testi in modo appassionato (Tonight I Feel Like Goin' To Cry e Tuff Time in cui dà il suo contributo armonicistico Fabio Treves) o quelli un pò cantanelanti come il suo personale, affettuoso omaggio a Sonny Terry e Brownie McGhee (Can't Help Myself). Simpatico infine il pezzo di chiusura, Roger Boogie, un boogie woogie strumentale che riporta alla memoria i gloriosi fasti del passato.

Voto: 7

Perchè: Gnola costruisce un album che, pur soffermandosi sui consueti stilemi blues, dà prova di ecletticità e maturità artistica.

 

CHITARRE (Marzo 2000)
GNOLA BLUES BAND - Walking Through The Shadows Of The Blues
di Giovanni Palombo

La storia del blues italiano è coraggiosamente protata avanti da solisti e formazioni che contano ormai una capacità e una maturità artistica non discutibili. E' il caso della Gnola Blues Band guidata dal chitarrista Glielmo dalla decisa e provata esperienza sia come sideman (nei gruppi di Fabio Treves e in molti altri) che come titolare di progetti a proprio nome come questo. Suoni caldi e ben definiti in undici composizioni originali
e due cover, molto feeling e molta chitarra dalle timbriche e dai rifermenti stilistici vari. Molto accattivante l'uso del bottleneck in brani come "Muddy slide tribute" mentre è quasi sempre la strato tirata per bene a fare da gran parte del suono fin dalla iniziale "Blues Fallin' Down". Molto shuffle boogie naturalmente, ma anche qualche spunto più rock e rhythm'n'blues (ad esempio in "Perissa Beach ") poggiati su una ritmica precisa (Cimaschi-basso, Pelizzari-batteria) e sull'ottimo uso di piano e organo di Mugnaini. Una dimesione principalmente elettrica espressa con energia anche se non mancano episodi più rilassati e di atmosfera ("Tonight" con un misurato assolo slide elettrico) il tutto ben dentro le orme della tradizione.

IL BLUES (Dicembre 1999)
Ambiziosi orizzonti
di Silvano Brambilla

Avevamo chiuso il precedente discorso sul blues in Italia con la presentazione di quattro CD, sostenendo quei bluesman nostrani nei loro sforzi compositivi ed auspicandogli una continuità. Abbiamo anche rilevato, parlando nel tempo con alcuni esponenti, che i loro orizzonti sono più ambiziosi di qualche anno fa. Non più un supporto discografico solo per esserci, o da poter esibire, ma per buona parte di loro c'è una ricerca, un approfondimento che va al di là della rilettura personale di una cover, con composizioni proprie e una veste grafica professionale, il tutto naturalmente autoprodotto. Questa volta sono cinque i dischetti da presentare, quattro gruppi ed un solista. Iniziamo da uno dei più conosciuti per la lunga militanza nel Blues di casa nostra: lui è il chitarrista Maurizio Glielmo, il quale, dopo anni passati come spalla di Fabio Treves nella T.B.B., decise di formare una propria band con il soprannome che gli affibbiarono, Gnola Blues Band. Discograficamente il gruppo ha già un disco alle spalle "First Step", uscito nel 1991 ("Il BLues" n,35), e da quel primo periodo non si è mai fermato, acquisendo un passo sicuro sulla via di un rock/blues, spesso in compagnia di un andatura acustica o di un rock'n'roll. Questo nuovo "Walkin' Through The Shadows Of The Blues" (Tuff Records 001), distribuzione Blues Corner, è la testimonianza sonora della maturazione artistica sua e della band. Quattordici pezzi nei quali le cover sono solo due, mentre gli altri sono originali della coppia Glielmo/Rava, sette, Glielmo/Work, due, del solo Glielmo, due, e uno strumentale del tastierista Mugnaini. Testi di vita vissuta o di immaginario collettivo che si insinuano bene in un rock/blues mai roboante o ripetitivo, dal quale escono altri spunti musicali, prendono forma, e poi, mantenendo la loro identità, rientrano. Un'operazione questa eseguita da mani esperte che troviamo nella precisa e aderente ritmica di Tiziano Cimaschi al basso e Francesco Pellizzari alla batteria, nel tappeto di tastiere e piano, ovunque e prezioso in ogni pezzo di Roger Mugnaini e nel chitarrismo da manuale e spigliato di Maurizio "Gnola" Glielmo. Il Rock/Blues di "Blues Fallin' Down", gli acustici "Foreigner Blues", "Tonight I Feel Like Goin' To Cry)" e "Can't Help Myself" (qui con l'aggiunta di Gianni Rava al rubboard), lo strumentale "Muddy, Slide Tribute", il r&b "Perissa Beach" (la sezione fiati è presa in prestito dalla Back in Blues), e il rock'n'roll "mean in Love", insieme ad altre tracce, compongono un CD che, se avesse alle spalle una casa discografica con facoltà di distribuzione all'estero, troverebbe uno spazio rilevante anche sui mercati angloamericani.